UN AIUTO ALLA SALUTE

Il precedente potrebbe essere classificato come “articolo rosso”, perché abbastanza pessimista e critico nei confronti della “cosiddetta”. Questo, invece, è un “articolo azzurro”, destinato a sottolineare aspetti positivi, di grande utilità. In particolare, mi vorrei concentrare sulla salute.

Immaginiamo una situazione che non vorremmo mai vivere: un soggetto con molte patologie più o meno gravi, che nel corso degli anni ha subito interventi chirurgici ed è stato sottoposto a esami e terapie di ogni genere. La sua storia sanitaria consisterebbe in una pila di decine di centimetri di referti cartacei.

Direte: i dati sono digitalizzabili, dunque quando si va a una visita non occorre portarsi dietro la materialissima valigia del pregresso.

Certamente vero, ma il medico che deve esaminare un caso a lui nuovo ha comunque di fronte una grande mole di informazioni da valutare in poco tempo, per quanto immateriali possano essere: decine di file PDF, schermate su schermate di immagini radiologiche, centinaia, forse migliaia, di valori ematici. E cosa dire dei casi di emergenza? Chi finisce in stato di incoscienza al Pronto Soccorso non ha in tasca la sua storia clinica, cartacea o digitale che sia.

Ed ecco entrare in gioco la cosiddetta. Sono stati sviluppati algoritmi che permettono di generare, a partire da una storia clinica anche molto complessa e voluminosa, un riassunto degli elementi salienti (uno, due fogli A4), e permettono al medico di porre domande specifiche, p.es. “Qual è stato l’andamento della bilirubina negli ultimi 5 anni?”, a cui si avrà risposta in pochi secondi.
Un’altra applicazione interessante è il “gemello virtuale”. E’ possibile fornire a sistemi IA specializzati una grande mole di informazioni su un soggetto (ma anche soltanto di un suo singolo organo, o apparato), così da ricrearne una sorta di modello informatico, un doppione virtuale su cui compiere “esperimenti”. Un medico vorrebbe impostare una nuova terapia: funzionerà? Avremo interferenze con farmaci già in corso di assunzione? Oppure si scatenerà una reazione allergica? Così sollecitato, il sistema potrebbe evidenziare aspetti critici che il medico non aveva previsto o non aveva potuto prevedere per mancanza di informazioni (o di tempo per individuarle nella valigia di cui dicevamo).

Sono stati elaborati sistemi che permettono di individuare automaticamente le cellule sospette in una biopsia.
Sono in corso di sviluppo sistemi che riescono a prevedere l’efficacia di certe molecole su determinati recettori. In due parole: sistemi che dovrebbero permettere in futuro la costruzione informatica di nuovi farmaci mirati, a partire dalle caratteristiche del bersaglio. Avremo farmaci addirittura adattati e ottimizzati sul singolo paziente? Chissà.

Tutto questo, che per un ricercatore di qualche decennio fa avrebbe del miracoloso, ha a monte un grande sforzo di ricerca, analisi e validazione dei risultati, dove il ruolo chiave è svolto dall’intelligenza naturale e dalla creatività degli esseri umani. In tempi di guerra scriviamolo in azzurro, ma anche in tutti gli altri colori dello spettro.

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