Perché è importante distinguere le parole

Capita spesso di sentire frasi come:
“Ho letto su internet…”, “L’ho visto sul web…”, “L’ho visto sui social…”,
come se fossero tutte la stessa cosa.
In realtà internet, web e social non indicano la stessa cosa.
Capire le differenze non è un esercizio da tecnici: vuol dire usare meglio gli strumenti, spiegarsi meglio con gli altri e, soprattutto, essere più consapevoli di dove troviamo le informazioni.
In questo articolo vediamo, con calma, cosa significa ciascuno di questi termini e perché vale la pena usarli in modo corretto.

Che cos’è Internet: la “strada”

Partiamo da internet.

Internet è una grande rete di reti: collega tra loro computer, server, smartphone, tablet, oggetti connessi, in tutto il mondo.

Possiamo immaginarla come:

  • una rete di cavi (fibra, rame) che attraversano città, paesi, oceani;
  • collegata a ripetitori, antenne, router, modem;
  • che permette ai dispositivi di parlare la stessa lingua grazie a regole comuni (i cosiddetti protocolli).

Quando diciamo “mi è caduta la connessione internet” stiamo parlando proprio di questo:
si è interrotta la strada che porta i dati dal nostro dispositivo a tutto il resto del mondo.

Su questa grande strada viaggiano tanti “mezzi diversi”: email, pagine web, video in streaming, telefonate via internet, chat, file, aggiornamenti delle app, videogiochi online e così via.

Internet è quindi l’infrastruttura, la base.

Che cos’è il Web: uno dei servizi che viaggiano su Internet

Il web (World Wide Web) è solo uno dei tanti servizi che usano internet.

Il web è l’insieme di:

  • pagine,
  • siti,
  • collegamenti (link)

che noi visitiamo usando un browser (Chrome, Firefox, Edge, Safari…).

Quando:

  • apri il browser,
  • scrivi un indirizzo (per esempio totalmenteinrete.org),
  • e vedi comparire una pagina,

stai usando il web.

Il web funziona grazie a:

  • server web che ospitano i siti;
  • indirizzi (URL) che identificano ogni pagina;
  • un “modo di parlare” standard (il protocollo HTTP/HTTPS) che permette al browser di capire come mostrare il contenuto.

Possiamo dire così:

  • Internet è la rete di strade.
  • Il web è come un quartiere pieno di edifici (i siti) che raggiungiamo percorrendo quelle strade.

Non esiste solo il web: altri servizi su Internet

Per capire meglio la differenza, basta guardare a ciò che usiamo ogni giorno su internet ma che non è web:

  • la posta elettronica (email),
  • le chiamate e videochiamate via internet,
  • la messaggistica istantanea (chat, app di messaggi),
  • i giochi online,
  • lo streaming di musica e video tramite app,
  • gli aggiornamenti delle app sullo smartphone.

Tutti questi servizi usano internet, ma spesso non passano dal browser e quindi non li percepiamo come “web”.

Questo ci porta al terzo livello.

Che cosa sono i social: piattaforme dentro il web

I social network sono piattaforme online che permettono alle persone di:

  • creare un profilo,
  • pubblicare contenuti,
  • commentare,
  • mettere “mi piace” o reazioni,
  • entrare in relazione con altre persone.

Dal punto di vista tecnico, la maggior parte dei social è:

  • un servizio web (si raggiunge da browser),
  • a cui spesso si affiancano app dedicate sullo smartphone.

Quindi:

  • usano internet (come tutto ciò che è online),
  • vivono in gran parte sul web (sono siti e piattaforme),
  • e rappresentano un tipo particolare di servizio: quello centrato sulle relazioni tra persone, pagine, gruppi, comunità.

Quando diciamo “l’ho visto sui social” non stiamo dicendo solo dove l’abbiamo visto (su internet), ma anche in che contesto:

  • in un ambiente dove chiunque può pubblicare,
  • dove le informazioni circolano velocemente,
  • dove ciò che vediamo è spesso filtrato da algoritmi che scelgono cosa mostrarci.

Perché usare le parole giuste cambia il modo in cui pensiamo

A qualcuno potrebbe sembrare una distinzione da poco, ma in realtà non lo è.

Dire:

  • “L’ho trovato su internet”

non è la stessa cosa che dire:

  • “L’ho letto su un sito di un giornale online”
  • “L’ho visto su un social, condiviso da un amico”
  • “L’ho ricevuto in una chat privata”.

Le parole che usiamo:

  • ci aiutano a valutare meglio l’affidabilità di una notizia;
  • ci ricordano che non tutto ciò che è online ha lo stesso valore;
  • ci aiutano a spiegare agli altri (figli, genitori, colleghi) dove e come ci siamo informati.

Se dico “l’ho visto su un social”, sto già dando un’informazione in più:
era in un contesto dove chiunque può condividere, dove non c’è un controllo editoriale come su un giornale.

5 frasi “sbagliate” (o confuse) e come possiamo correggerle

Per rendere tutto più pratico, ecco qualche esempio che puoi usare anche in attività formative.

    • “Ho letto su internet che questo rimedio cura ogni malattia.”
    • Meglio: “Ho letto su un sito che parla di salute, ma non è un sito ufficiale di un ospedale o di un medico.”
    • “L’ho visto sul web, quindi è vero.”
    • Meglio: “L’ho visto su un sito, dovrei capire chi lo gestisce e se è affidabile.”
    • “I social dicono che…”
    • Meglio: “Alcune persone, sui social, stanno dicendo che…”
      (così ricordiamo che non “i social” parlano, ma le persone che li usano).
    • “Non funziona internet!”
    • Meglio: “Non riesco ad aprire quel sito” oppure “Non mi va la connessione in questo momento.”
      (possibili problemi diversi: il tuo collegamento, il sito, il dispositivo).
    • “Ho visto un video online, quindi dev’essere vero.”
    • Meglio: “Ho visto un video su una piattaforma, ma devo verificare se la fonte è affidabile.”

Queste piccole correzioni di linguaggio sono anche piccoli allenamenti di consapevolezza.

In sintesi

  • Internet è la grande rete di collegamenti che unisce dispositivi in tutto il mondo.
  • Il web è un servizio che viaggia su internet: l’insieme di pagine e siti che visitiamo con il browser.
  • I social sono piattaforme (spesso sul web) pensate per mettere in contatto persone e contenuti.

Usare le parole giuste ci aiuta a:

  • capire meglio gli strumenti,
  • spiegare meglio ciò che facciamo online,
  • e non mettere sullo stesso piano informazioni molto diverse tra loro.

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